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Le sette di sera

Non è che a quell’ora tuo figlio diventa più difficile. È che tu hai finito la benzina.
di Giada Zurlo ·
31 Agosto 2026
Una mamma in cucina la sera, con il bucato in braccio e il figlio che le tira la maglia

Le sette di sera sono l’ora in cui salta tutto. La cena da preparare, i compiti finiti a metà, il bagno da fare, e una richiesta che arriva per la quindicesima volta.

A quell’ora ti senti dire “solo cinque minuti” e sai già come va a finire. Cedi, perché è più veloce. Poi vai a letto con un pensiero che non ti piace.

Non è tuo figlio che peggiora

Alle sette di sera un bambino non diventa improvvisamente più capriccioso. È stanco quanto te, e chiede nell’unico modo che conosce. Quello che cambia, a quell’ora, è la tua capacità di reggere la richiesta senza saltare o senza cedere.

Per questo la regola che funziona la mattina alle otto, alle sette di sera non tiene: perché non è una regola, è una trattativa che vinci finché hai energia.

Cosa cambia davvero

Una regola che regge è una regola che puoi dire due volte con la stessa voce. Se per farla rispettare devi alzare il tono, non è una regola: è una minaccia, e le minacce si consumano.

Prova a sceglierne una sola per questa settimana. Una. Quella che ti costa di più ripetere. Decidi la frase, corta, e usa sempre quella. Non serve che sia perfetta, serve che sia la stessa.

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Ritratto illustrato di Giada Zurlo
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Un'attività al giorno per creare micro-momenti di connessione con tuo figlio.

Due minuti, non un pomeriggio. Roba che si fa mentre apparecchi o mentre lo aspetti fuori da scuola.

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