Le sette di sera sono l’ora in cui salta tutto. La cena da preparare, i compiti finiti a metà, il bagno da fare, e una richiesta che arriva per la quindicesima volta.
A quell’ora ti senti dire “solo cinque minuti” e sai già come va a finire. Cedi, perché è più veloce. Poi vai a letto con un pensiero che non ti piace.
Non è tuo figlio che peggiora
Alle sette di sera un bambino non diventa improvvisamente più capriccioso. È stanco quanto te, e chiede nell’unico modo che conosce. Quello che cambia, a quell’ora, è la tua capacità di reggere la richiesta senza saltare o senza cedere.
Per questo la regola che funziona la mattina alle otto, alle sette di sera non tiene: perché non è una regola, è una trattativa che vinci finché hai energia.
Cosa cambia davvero
Una regola che regge è una regola che puoi dire due volte con la stessa voce. Se per farla rispettare devi alzare il tono, non è una regola: è una minaccia, e le minacce si consumano.
Prova a sceglierne una sola per questa settimana. Una. Quella che ti costa di più ripetere. Decidi la frase, corta, e usa sempre quella. Non serve che sia perfetta, serve che sia la stessa.