Metti giù il cesto dei giochi, ti allontani per andare in cucina, e in trenta secondi te lo ritrovi attaccato alla gamba.
Ti sei chiesta se hai sbagliato qualcosa. Se lo hai abituato male. Se gli altri bambini ci riescono e il tuo no.
La noia non è un vuoto da riempire
Quando un bambino dice “mi annoio”, l’istinto è proporre qualcosa. Un gioco, un cartone, un’attività. È il gesto più naturale del mondo, e anche quello che gli impedisce di imparare.
La noia è lo spazio in cui nasce l’idea di cosa fare. Se lo riempiamo noi ogni volta, quello spazio non si allena mai.
Si comincia da poco
Non punti a mezz’ora. Punti a cinque minuti, con te nella stessa stanza, seduta, senza intervenire. Poi sei minuti. Poi vai in cucina e torni.
Un pezzetto alla volta, non tutto in un pomeriggio.