Il caffè sul fuoco, il cesto dei panni a metà, e lui sulla porta della cucina con il gioco in mano. Per la quarta volta in un’ora.
Poi c’è il pensiero che non si dice ad alta voce: vorresti venti minuti tuoi, e ti senti in colpa a volerli. Non sei un cattivo genitore se non sei sempre lì: puoi essere presente da un’altra stanza mentre lui gioca.
E la soluzione che hai già provato va ribaltata. Non serve un gioco nuovo: più giochi ci sono davanti, meno gioca.
Il gioco indipendente non è un tratto di carattere. È una capacità che si allena o si spegne, come il sonno: non si forza, si prepara l’ambiente perché accada.
Qui si lavora su una stanza: come è fatta, e cosa fai tu mentre lui gioca. Se invece ti sembra che la giornata si inceppi ovunque, dalle mattine alla sera, l’Accademia è il percorso che tiene insieme il resto, e al suo interno il corso sul gioco indipendente è già compreso.
Genitori Diversi non è un profilo Instagram con dei corsi attaccati. È il posto dove porto quello che uso ogni giorno con i miei tre figli: la Disciplina Positiva.
È un metodo, non un umore. Serve a educare senza scegliere fra il “si fa come dico io” di una volta e l’“asseconda tutto” di oggi.
Nasce dal lavoro di Alfred Adler e Rudolf Dreikurs, ed è in uso da quasi cent’anni.
Copia HTML per mostrare il design. Acquisti, moduli e servizi esterni sono disattivati. Le altre pagine si aprono sul sito originale.