Hai detto che dopo questo video si spegne. Il video finisce e comincia la trattativa. Domani uguale.
Dentro c’è come capire quando lo schermo è diventato un problema, i sei bisogni che vengono prima della tecnologia, come mettere un limite senza conflitti continui e come aiutarlo a costruirsi un rapporto sano con gli schermi.
Nessun allarme e nessuna tabella di minuti. La domanda qui non è quanto tempo, è cosa c’è nella giornata prima dello schermo.
È per te se spegnere il tablet è il momento peggiore della giornata. Se glielo lasci per avere dieci minuti tuoi e nei dieci minuti pensi di aver ceduto. Se lui torna a casa e racconta una cosa vista su un telefono che non sapevi esistesse.
Non è per te se cerchi il numero esatto di minuti al giorno: qui non c’è una tabella, c’è cosa mettere nella giornata prima dello schermo. E non è per te se vuoi la conferma che gli schermi vanno vietati e basta.
Qui si parla di tablet, TV e videogiochi.
Se però la stessa scena si ripete anche a tavola, quando è ora di uscire e la sera prima di dormire, il punto non è lo schermo: è come vi mettete d’accordo in casa. Nell’Accademia c’è tutto il resto della casa, schermi compresi, nei quattro mesi del percorso.
Genitori Diversi non è un profilo Instagram con dei corsi attaccati. È il posto dove porto quello che uso ogni giorno con i miei tre figli: la Disciplina Positiva.
È un metodo, non un umore. Serve a educare senza scegliere fra il “si fa come dico io” di una volta e l’“asseconda tutto” di oggi.
Nasce dal lavoro di Alfred Adler e Rudolf Dreikurs, ed è in uso da quasi cent’anni.
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